Life as chess
E’ che vorrei che per una volta tutto fosse perfetto. Che le parole fossero quelle corrette, i tempi magicamente dosati, le persone quelle giuste. Spontaneo, naturale, semplicemente giusto. Tutto giusto, sì, tutto come deve essere, e senza pensarci. E invece sei qui che ti arrovelli: cos’è che vuoi dalla vita, cosa non vuoi? E forse non vorrai in futuro ciò che oggi neghi?
Non sono mai stato veramente sereno nel rapporto con gli altri, ho sempre sentito tutto il peso della distanza. Non una distanza fisica, ma la distanza più difficile da superare, quella che divide due anime, due cuori. E quando a piccoli passi sofferti sento di riuscire a superarla, mi sento esposto, e mi tiro indietro. Mi consumo di pensieri, rifletto, cerco di giungere a una verità. E’ quello che mi ha fatto andare tanto avanti negli ultimi anni, ma anche ciò che poi mi ferma per notti, giornate che sembrano infinite. Ciò che mi rende un ottimo confidente, ma che paralizza quando sono io il protagonista.
E così, vorrei che per una volta tutto scorresse come deve scorrere; una sorta di intreccio incantato, in cui ciò che si dice o si fa è già deciso da una mano onnisciente che semplicemente “sa” cosa è giusto e cosa no.
Forse sarebbe facile, se tornassi a comportarmi per come sono; ma la vita nel frattempo mi ha corrotto e persuaso che i rapporti umani sono partite a scacchi della mente, in cui ogni mossa può essere condanna o trionfo. La chiamano esperienza, già.

siamo molto simili in questo ,semopre a riflettere e mai ad agire. So che quello che ho vissuto e sto vivendo mi ha cambiato, ma quella parte dentro di me rimane, quello status immobile , quell’io che le altre persone non sanno chi è e pensano tutt’altro. E se sono anch’io la protagonista non so come agire oppure ci rifletto moltissimo prima di fare una mossa mentre come hai scritto tu la vita è fatta di mosse, condanna o trionfo. “la chiamano esperienza” ma credo che le cose devono andare così in un modo o nell’altro. Le scosse nella vita, per lo meno per me, le ho avute, seppur negative e non le auguro a nessuno ma mi hanno aiutato un po’ a sciogliere quella parte di me rigida anche se quell’io riflessivo rimane dentro, sempre e comunque.Più facile da gestire è vero ma più difficile da tirare fuori. La distanza la sento, a volte vorrei saltarla ma quell’ostacolo è sempre più alto, come una corsa che come passa il tempo aumenta sempre di più. Si, è il carattere ma se penso a tutto quello che ho nascosto e nascondo, che non ho vissuto allora ripensando al passato, non mi ha mai aiutato. Ho preferito sempre l’angolo più lontano e più buio. Sempre così.